Un disegno di legge per sostenere le edicole e l’informazione
Redazione – 15 ottobre 2025
Il 4 aprile 2025 è stato depositato in Senato un disegno di legge per il “Sostegno alle attività di vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici mediante agevolazioni fiscali e contributive, riduzioni dei tributi locali, nonché misure di semplificazione per lo svolgimento di attività economiche accessorie”. Un pacchetto di interventi che dovrebbe vedere stanziati 400 milioni di euro annui a partire dal 2026, finanziati tramite un incremento del prelievo erariale unico.
Si tratta di un’iniziativa parlamentare promossa dal senatore del PD Walter Verini e che ha come cofirmatari i senatori (dello stesso partito) Filippo Sensi, Vincenza Rando, Nicola Irto, Susanna Lina Giulia Camusso, Simona Flavia Malpezzi, Cecilia D’Elia, Graziano Delrio, Francesco Verducci, Tatjana Rojc, Daniele Manca, Francesco Giacobbe, Francesca La Marca, Antonio Nicita, Silvio Franceschelli, Cristina Tajani, Valeria Valente, Lorenzo Basso, Anna Rossomando, Alessandro Alfieri, Andrea Martella e Pier Ferdinando Casini.
Un intervento organico e strutturale
Il provvedimento parte da un dato di fatto: la rete delle edicole non va considerare solo come un qualsiasi canale di vendita in crisi in quanto essa rappresenta un presidio sociale, culturale e democratico fondamentali per garantire su tutto il territorio nazionale il pluralismo dell’informazione previsto dall’art. 21 della Costituzione.
Partendo da queste premesse, il disegno di legge intende intervenire in modo organico e strutturale per contrastare la crisi strutturale che negli ultimi quindici anni ha colpito l’editoria e in particolare la rete delle edicole proponendo un’azione che si dipana lungo tre direttrici alleggerire i costi che gravano sugli edicolanti; ampliare le possibilità di business e l’offerta di servizi al cittadino; rafforzare la presenza delle edicole nei territori, soprattutto quelli più fragili.
Agevolazioni fiscali e contributive
Il primo passo è quello di riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalle edicole in quanto la loro progressiva chiusura rappresenta un indebolimento del tessuto sociale e democratico, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne.
Il sostegno alle edicole passa dunque per una serie di pacchetti che comprendono agevolazioni fiscali e contributive rivolte sia alle persone fisiche sia alle società. Ad esempio, si propone una riduzione del 50% dell’imposta sostitutiva e dei contributi previdenziali per chi opera in regime forfettario; una deduzione IRPEF di 10.000 euro e un incremento delle deduzioni IRAP per gli altri titolari persone fisiche; una deduzione IRES di 10.000 euro per le società.
Il ruolo di Regioni e Comuni
Anche Regioni e Comuni sono coinvolti e sono chiamati a mettere in atto un sostegno attraverso la possibile riduzione o esenzione dell’addizionale regionale IRPEF e agevolazioni locali su IMU, TARI, canone unico patrimoniale e addizionale comunale IRPEF.
Per contro, le edicole possono diventare centri polifunzionali in grado di offrire servizi utili alla cittadinanza. Perché ciò avvenga i Comuni, dopo un’analisi dei fabbisogni del territorio, possono prevedere autorizzazioni specifiche per l’ampliamento dell’attività delle edicole verso nuove categorie merceologiche e servizi privati; l’installazione di distributori automatici; la gestione in concessione di servizi pubblici come certificazioni anagrafiche, pagamento tributi locali e funzioni di comunicazione istituzionale.
Per finire, gli enti locali possono mettere a disposizione spazi e immobili in comodato d’uso per avviare o potenziare l’attività.
Credito d’imposta per ristrutturazioni
Per favorire l’ammodernamento dei punti vendita, il disegno di legge prevede un credito d’imposta del 75% sulle spese (fino a 100.000 euro per immobile) destinate a digitalizzazione e tecnologie, manutenzione e ristrutturazioni, miglioramenti strutturali, sicurezza ed efficienza energetica. Il credito dovrebbe essere utilizzabile in cinque anni ed trasferibile in caso di vendita dell’immobile.
Fa parte delle proposte del disegno di legge anche l’introduzione di un credito d’imposta pari al 100% delle commissioni sui pagamenti elettronici, incluse carte di credito/debito e altri strumenti tracciabili.
Fondo nazionale contro la desertificazione delle edicole
Dal 2026 viene istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un fondo da 200 milioni di euro annui, destinato a sostenere i Comuni delle aree interne nelle iniziative contro la scomparsa delle edicole e a coprire i costi di distribuzione di quotidiani e periodici nei territori più svantaggiati.



