Avviato tavolo di confronto editori-edicole

 

Di Andrea Innocenti

22 ottobre 2025

Dopo un lungo periodo di pausa, editori ed edicolanti sono tornati a sedersi attorno a un tavolo per ragionare sugli interventi da mettere in atto per sostenere i punti vendita della distribuzione di quotidiani e riviste. Un momento particolarmente atteso dalla nostra categoria con l’auspicio che da questo nuovo confronto possano emergere soluzioni concrete in grado di mettere un freno alla chiusura di edicole e alla progressiva desertificazione che già oggi vede tanti Comuni e tanti quartieri privi di una rivendita.

Oggi, finalmente, gli editori della Fieg e i rappresentanti delle principali associazioni di categoria degli edicolanti hanno avviato un nuovo tavolo di confronto per il rilancio della rete di vendita, una riunione interlocutoria che apre la strada a un nuovo ciclo di incontri monotematici.

“Le parti si sono trovate d’accordo sull’importanza delle edicole per garantire ai cittadini la disponibilità e l’accesso ad una informazione di qualità, attendibile e verificata”, afferma la Fieg al termine del primo incontro, precisando che è stata anche “condivisa la necessità di operare congiuntamente per assicurare la capillarità della diffusione dell’informazione; promuovere la sostenibilità economica e finanziaria dei punti vendita della stampa e aumentare l’efficienza della distribuzione delle pubblicazioni”.

“L’obiettivo comune – è stato ribadito dagli editori – è preservare la funzione pubblica dell’informazione e sostenere la sopravvivenza di un comparto che rappresenta un presidio culturale e democratico in ogni città italiana”.

Penso che si debba essere realistici e al momento è difficile immaginare che questi incontri possano portare ad un rinnovo dell’Accordo Nazionale tra editori e sigle sindacali degli edicolanti, sebbene una sua revisione sarebbe altamente auspicabile considerando che tale accordo è stato siglato 20 anni fa e oggi risulta totalmente inadeguato a rappresentare la situazione di lavoro delle edicole.

Nel frattempo anche gli editori si trovano in una situazione assai diversa rispetto al passato in quanto si trovano a dover gestire una complessa transizione verso il digitale che ha comportato ingenti rivestimenti. Uno sforzo economico a cui al momento non corrisponde un adeguato guadagno: da un lato le entrate del cartaceo si sono fortemente ridotte a causa di vendite in netto calo, dall’altro si assiste ad un’oggettiva difficoltà nel trovare un modello di business digitale redditizio, anche perché la vendita delle copie digitali non decolla.  

Sono però altrettanto convinto che qualche concessione gli editori dovranno farla a meno che non vogliano perdere altri pezzi importanti della rete di distribuzione, che resta un anello fondamentale per la filiera della carta stampata. Quest’anno altre 800 edicole dovrebbero aver chiuso i battenti per sempre, altri 800 punti di aggregazione e fonti di informazione che sono andati persi e hanno impoverito il nostro tessuto sociale.

andrea innocenti

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